mercoledì 17 settembre 2014

Suonare il piano con il pc! (Virtual piano e Everyone Piano)

 
Innamoratami perdutamente di Yiruma, dopo aver visto l'estatico video di un chihuahua e un cucciolo di civetta, con sottofondo di “Maybe”, avevo deciso molto infantilmente di imparare prima poi a suonare questo pezzo, su un vero piano.
Accantonando molto razionalmente questo castello in aria, ho scoperto che si può suonare un piano senza avercelo, grazie a Virtual Piano, un programmino online, che vi permette di esercitarvi con gli spartiti che trovate sul sito. Spartiti dove al posto delle note ci sono le lettere della tastiera.
Suonare non è così difficile, anzi la musica proposta è semplificata, potete cominciare a divertirvi con il padrino, per poi fare testi più lunghi tipo Harry Potter.

I benefici? Fate qualcosa che vi permette di azionare la memoria e migliorarla, certo è che per suonare un intero pezzo col virtual piano, dovreste sentirlo almeno qualche paia di volte.



D'altra parte c'è l'Everyone Piano che si pubblicizza con slogan che vanno dal “non spendere soldi” per corsi che magari non piaceranno ai figli, al 'è gratis', 'migliora le capacità cognitive dei vecchi' e cose così.

Si scarica velocemente e si inizia a suonare da subito, tutto gratis, anche gli spartiti che trovate classici (ma chissà come si fa ad associare ogni nota ai tasti, delirio) e gli spartiti con i numeri, cioè ovvero normali spartiti ma al posto di note (e di lettere nel caso del Virtual Piano) si trovano i numeri e 'raccomandazioni' (non credo esista come terminologia nel piano) però anche se non si sa capire cosa dice lo spartito lo si intuisce comunque.

Trovate di tutto da “Let it go”, Demi Lovato, Rihanna, tutto.
La differenza dei due programmi sta nel fatto l'uno si possa scaricare, l'altro no, però entrambi hanno video tutorial sparsi qua e la, e poi detto molto profanamente, la differenza sta nella quantità delle note e nel fatto che, ancora molto profanamente, si possa suonare tutto l'esatto spartito.



Passione la mia che durerà finché non avrò imparato a memoria la versione più difficile di “River flows in you”, quella del Virtual Piano che sembrava impossibile da imparare la snocciolo così facilmente a memoria che non ho nemmeno più bisogno di guardare i tasti.

Buon divertimento!



Ps. Maybe non c'è da nessuna parte.    ()    
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Il castello errante di Howl libro (recensione)


Dopo aver visto per la quarta volta l'opera di Myazaki, ho scoperto che il film in realtà è stato tratto da un libro e non sono riuscita a resistere alla tentazione di leggermelo per poter criticare inesattezze e cambiamenti vari.
Il libro è chiaramente fatto per i ragazzi, lo stile è semplice e descrittivo: la storia varia un po', e dopo la frustrazione iniziale si viene piacevolmente trasportati dalla narrazione.
Il fattore diverso qui sono i personaggi, che assumono molta visibilità rispetto al film.
Abbiamo già due sorelle e un Michael un po' più grandicello che fa l'apprendista mago dal passato triste, e ci sono molti altri personaggi che non appaiono nel film.

La storia parte ovviamente da Sophie che viene trasformata in una vecchia dalla Strega delle Terre Desolate, ma è una storia che non è buona, né affatto romantica come ci piacerebbe, qui è tutto creato maneggiato dal destino: Sophie è la primogenita di tre sorelle, quindi per destino la più sfortunata, anche le altre due sorelle hanno destini predefiniti dalla nascita, è questa sua convinzione è il leitmotiv della sua avventura, destinata sempre, letteralmente, a sbagliare.
Si riprende quello che tutti prima o poi pensano di sé: 'di non valere nulla, di essere destinati a qualcosa di mediocre'.

La storia continua per il filone della guerra, e della minaccia costante della Strega, ma Sophie per aver tentato una vita diversa, farà incontri sempre più pazzi e ogni personaggio sarò segretamente collegato agli altri.
Il personaggio di Howl è azzeccatissimo, alla sua vera personalità il film ne fa solo un piccolo accenno, in realtà lui è insopportabile, vanesio, donnaiolo, passa ore in bagno tra creme e quant'altro, per non parlare della sua vena sarcastica che lo porta a mille battibecchi con Sophie (perfino nel sequel) e che fan morire dal ridere.

Da leggere anche solo per scoprire di più sulla maledizione, che l'autrice ha romanticamente tratto da una poesia.
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