martedì 8 maggio 2012

Cara Belen? Vola basso



Wow, sono queste le cose che Voyager dovrebbe sfruttare per aumentare lo share,
Giacobbo (che pure ha interessato una vasta schiera di gente) dovrebbe chiedersi:
perché “Belen Rodriguez, comunissima bellona di turno, è riuscita a cavalcare le testate di quasi tutti i giornali?”, non solo ma è riuscita a dare una più vivida immagine della farfalla.
Secondo me, caro Giacobbo, ne uscirebbe un dossier capace di far impallidire 4° grado.
Ma perché?

Perché il nudo fa ancora gola: saremo mica una cozzaglia di zabettone maliziose e ridanciane?
Che vivono solo di tresche? Tresche semi politiche, tresche televisive, tresche “forum-iane” ?
Ha! probabile, se no, l'ascesa di Belen non si spiegherebbe, di bellezze ce ne sono tante, soprattutto nostrane, che per di più hanno talento.
Eppure Belen passando di pala in frasca, o per meglio dire, da Corona a Stefano,
dalle sfilate a Colorado, ha come disatteso l'opinione di molti che credevano o speravano
che la Rodriguez fosse solo un cerino pronto a spegnersi da un momento al l'altro.

Forse. non è vero che il popolo è così stupido, Belen avrà anche imparato a cavalcare l'onda
(quale sia non ci è dato saperlo), eppure quanto lei come il prezzemolo asfissia l'ogni dove della televisione, tanto è vero che sono in molti che le concedono il “lusso” dei fischi e
dei “buuu generali”.
Quindi è solo la nostra cattiveria sadica a voler far volare ancora per un po' Belen?
Quasi come un esperimento umano, una sorta di Truman show, dove si studia l'ascesa e la discesa
e l'impatto sul pubblico? Se fosse così, allora meraviglia!
Fingersi allocchi, per nascondere la vera identità di collezionisti, dove il pezzo cercato finisce in una teca di vetro impolverata e lasciata da qualche parte in un cassetto, perché l'attenzione si è spostata su un altro pezzo da cercare, è un po' come succede per chi collezione quegli insetti...
ah sì, le farfalle...
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venerdì 4 maggio 2012

The fantastic flying books of Mister Morris Lessmore


Il CORTO che ha vinto l'oscar, la parola per descriverlo è stupendo,
un corto senza parole, in cui lo spettatore entra solo attraverso la musica.
Siamo di fronte ad una dichiarazione d'amore per i libri, nella quale i toni bianco e neri di un mondo privo dell'affetto dei libri, si trasforma in un caleidoscopio di colori.
É la rappresentazione di come la semplicità possa essere la strada migliore per raccontare, in questo caso di un amore incondizionato che regala la magia in un mondo, nostro, troppo tecnologico


Racconta di Morris Lessmore, un giovane che mentre scrive un libro, viene trasportato via da un uragano, finisce in un luogo dove magia e realtà si fondono per dar vita a libri voltanti e che parlano a modo loro. Forse in un modo dolcemente ingenuo la narrazione regala ai lettori l'idea più bella che si ha di un libro: leggerlo è come dargli la vita, leggerlo è come curare se stessi.
Un corto animato che non poteva essere meglio di così.

Da vedere assolutamente per innamorarsi di nuovo dei libri
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lunedì 30 aprile 2012

Ostinazione ostica verde



Strana ostinazione umana: crescere dei fiori perché la natura piace e far fuori gli insetti perché quel tipo di natura non piace.

Avete mai provato a mettere ammollo dei ceci, per poi metterli in un panno asciutto per 2-3 giorni?
Il terzo giorno si allungano e spunta un piccolo germoglio, allo stesso modo di come nasce un cucciolo umano e animale che sia, lo so, è una cosa risaputa, il ciclo della vita, ciclo della natura chiamatelo come volete, potete anche cantare la canzone del tavolo di Gianni Rodari,
il punto è che se è vero che questa cosa è risaputa allora perché spesso ce la dimentichiamo?

Avete un giardino? Un piccolo orto? Un balcone con 4- 5 vasi di ciclamini rossi, e rose?
Bene, perché quando vedete dei piccoli parassiti verdi prendete lo spruzzino anti insetti-cattivi, livello protezione 10 mila, categoria distruzione totale? Non sono forse anch'essi degli esseri viventi? Presupposto che lo siano si capiscono 3 cose:

A)  hanno bisogno di una casa
B)  hanno bisogno di cibo
C)  hanno bisogno di vivere

La prima cosa che uno dovrebbe chiedersi è:  "che cavolo ci fanno degli insetti abbarbicati sulle mie splendide rose canine, costate l'occhio della testa? "
Se ci ragionate un po' arrivate ai 3 punti elencati prima, quindi arrivate alla grandissima verità presente in questo mondo: è natura.
È natura se quegli “spiacevoli” insetti vi mangiano le piante, è natura quando fanno le uova sulle foglie delle vostre piante, è natura che scelgano di vivere lì, perché proprio lì?
Perché non pagano l'affitto e di sicuro nemmeno l'ICI e perché è natura e basta, altrimenti avrebbero costruito dei grattacieli, chi glielo fa fare di dormire all'aperto? :-P

Per cui, capisco che la vostra pianta è la ragione per cui siete nati, capisco che è la vostra vita, ma quanto meno quando utilizzate le tecniche “salva-pianta” usate dei repellenti naturali che non facciano del male a quelli insetti.
E diciamocela tutta, com'è che al posto di quei “brutti insettacci” ci fosse stato un
bruco (anatroccolo) avreste fatto di tutto per vederlo crescere e trasformarsi?
La natura (e anche noi ci siamo dentro) non è stupida, è un po' come il nostro cervello, se ci entra un virus nel corpo, noi pensiamo all'ospedale mentre il nostro cervello ha messo in moto tutti i meccanismi per combattere l'intruso.
Allo stesso modo se una pianta viene continuamente attaccata da un insetto, se è forte alla Darwin, in un determinato lasso di tempo migliorerà la sua capacità di resistenza, in un altro lasso di tempo migliorerà anche l'insetto, e così via, perché? Perché – è – natura


Che ne sapete poi se i ricercatori scopriranno che è i fiori hanno sviluppato la capacità di attrarci/ingannarci per farsi crescere e resistere al tempo?
Non sarebbe naturalmente fantastico?

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sabato 28 aprile 2012

Taglio pensione x far lavorare i figli?



Nota rivista fa la domanda del mese: “tagliereste la vostra pensione per far lavorare i vostri figli?”
Se prendessimo a campione le mamme-tigri e le mamme-panda (?) risponderebbero tutte “sì”, sì perché posso aiutare il figlio a fare carriera/successo e sì perché è mio figlio.
La risposta dovrebbe essere “no”, anzi un “no” relativo

Mamma uccello: La comodità in tutti i sensi dei nostri tempi ha creato un'orda di nullafacenti convinti e di mammoni che sollazzano sul divano tutto il giorno (la maggior parte) che credono che il lavoro possa piovere dal cielo
Quindi? Essere mamma uccello significa crescere i figli, insegnarli a volare e sbatterli fuori di casa,
avete presente Woodstock, l'uccellino l'amico di Snoopy? Il piccolo tenta sempre di riallacciare i rapporti con la madre, anche se lei lo lascia a becco asciutto.
Visto in questo modo può sembrare crudele, invece (parlano per noi) uscire dal nido, di propria volontà o di altri serve a crescere, si impara a gestire i venti, e si impara a cacciarsi da soli il cibo, cavarsela da soli è scritto nel nostro DNA e prima o poi lo si impara, ma se questa fase di crescita si attiva troppo tardi si rischia essere più impreparati che mai al mondo.

No, quindi perché vivere un momento di crisi porta all'attivazione dell'ingegno, sia in modo positivo che negativo :-( , si reinventa il modo di pensare e di vedere il mondo del lavoro, la creatività o pressione che sia fa nascere nuovi lavori, nuovi lavori= nuovi sbocchi professionali.
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