mercoledì 29 maggio 2013

Miss Caserta perdona il fidanzato e va a Pomeriggio Cinque


Mercoledì 29 maggio, un'altra puntata di Pomeriggio 5.

Per l'esclusiva del giorno, al telefono c'èra Miss Caserta (Rosaria Aprea, 20 anni), la Miss diventata famosa più che per la bellezza per essere stata picchiata dal fidanzato che le ha spappolato la milza.
Lei, lo ha perdonato.
Oggi, Barbara d'Urso ha raccolto delle anime pie/ospiti, tra cui Don Mazzi e Luisa Falanga (la madre di Emiliana, un'altra vittima di un fidanzato) e ha cercato di portare sulla retta via questa giovane Miss.

Affascinante è il siparietto che si è creato: tra una lite e l'altra di ospiti che più che ai fatti ambivano all'avere ragione sugli altri, c'erano i servizi toccanti su altre vittime, in primis Fabiana,

uccisa e bruciata dal fidanzato pochi giorni fa, mostrando la mamma che avverte tutti perché “il mondo è sporco e violento e non bisogna dare fiducia a nessuno” e la sorella che ricorda ai giovani che nessuno gli ama più dei genitori.
Un vero obbrobrio mediatico, in fondo Pomeriggio Cinque è solo un salotto, l'unica persona toccata a fondo era Luisa Falanga, visibilmente scossa, che si è sgolata per far riportare l'attenzione sul vero problema : una pena certa per l'assassino, giovane che sia, perché possa rimanere in carcere e non uscire più proprio come le tante vittime non torneranno più a casa.

Un'infernale pomeriggio di un programma che non dovrebbe mostrare il dolore dei parenti delle vittime:
spicca tra tutti la candida Barbara, con questo suo perenne luccichio agli occhi, che a fine “Esclusiva” molto innocentemente ha annunciato un altro servizio: un ragazzo investito e il suo appello per il pirata della strada.

Dunque lasciare ai telegiornali le news serie? Meglio di no, Studio Aperto non è meglio di un campo di cadaveri.




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mercoledì 15 maggio 2013

Barajou no kiss (recensione)




Se il vostro secondo desiderio fosse quello di trovarvi con quattro bei fusti con il compito di esaudire ogni vostro desiderio cosa fareste?


Beh è quello che succede ad Anis, una ragazzina con problemi a scuola per via del suo collarino a forma di rosa, un amuleto regalatole dal padre che l'ha ammonita dicendole che se l'avesse tolto una punizione sarebbe caduta su di lei.
Ma quando questo succede, a opera di Ninufa, un piccolo pipistrello parlante, Anis si ritrova con la sua punizione: 4 bellissimi ragazzi, i cavalieri della Rosa ( stranissimamente inseguiti da petali di rosa....)

infatti lei è una Dominion (una dominatrice) legata a questi cavalieri da un contratto, il Rosette, Anis gli può evocare, e loro usano il suo sangue per alimentare i loro poteri.
Il risultato?

Una zuppa: c'è di tutto e di più:
dalle carte magiche stile Card Captor Sakura, al cattivo imparentato e con un difficile rapporto con la protagonista (come in Full Metal Alchemist) e immancabile è la paladina che salva il mondo:
un po' come se Sailor Moon si ritrovasse con 4 Milord e lei non avesse nessun potere.
È un manga leggibile, nulla di eccezionale, a parte i i disegni ricchi e molto particolareggiati.
Le due pecche che troverete sono:
1) La bidimensionalità della protagonista: a parte la minigonna perennemente svolazzante,
Anis non è un personaggio profondo, è la tipica ragazzina che trovate in qualsiasi cartone: solare- vivace- ottimista-faro nella notte - che non si arrende mai.
La sua vita e il suo passato non vengono minimamente indagati e ciliegina sulla torta: non sa fare nulla, al massimo si sacrifica (come l'inutile collega di Vampire Knight di Hino Matsuri)

2)TROPPA GENTE NEL BRODO: d'accordo, sarà anche un manga harem, sarà anche probabile che 4 ragazzi bellissimi possano innamorarsi della stessa persona (poi cosa ci vedano in lei è tutto da scoprire...)sarà che di uomini sexy nel manga ne sbuchino come funghi, MA SONO TROPPI.
È chiaro come il sole che la mangaka abbia dato più peso ai personaggi maschili, non solo nei bellissimi disegni ma anche nella costruzione del personaggio, i 4 cavalieri oscurano violentemente la protagonista, l'intreccio della storia è basato su come si muovono loro e non lei.
La trama è avvincente e qui ritroviamo un'affinità con la già citata Hino Matsuri, dalle idee di base fantastiche ma che alla fine chissà perché non “fruttano”.

E infine cosa imperdonabile: Anis non è il soggetto della narrazione ma ne è l'oggetto, invece di mandare avanti la storia, è la storia che trascina lei.
Voto: 6
e immancabile sbuca il triangolo... o pentagolo?
( Adesso che ci penso anche Milord va in giro con le tasche piene di rose??)


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giovedì 2 maggio 2013

Bambino uccide la sorella di 2 anni con un baby-fucile


I fatti stanno nel titolo: America, un bambino di cinque anni spara alla sorellina di soli 2 anni, forse per gioco non rendendosi conto, forse per sbaglio. 
Spara con un fucile calibro 22 adatto per bambini, un po’ come invece di giocare a pallone,
i bambini lì, si divertono a diventare piccoli gangster, cacciatori, criminali.
Ma per chi ha avuto la brillante trovata di queste baby-armi, il fine è quello che di sensibilizzare il bambino alle armi, affinché da adulto le possa usare con occhio.
Che lodevole stupidaggine e infatti ci è scappato il morto, Caroline Starcks, 2 anni e una vita davanti.
Ambiguo lasciare un fucile in mano a un bambino, la madre è accorsa sentendo lo sparo, ma per la figlia era ormai tardi. 

Ma è l’America, patria di quel secondo emendamento che permette a tutti di dormire la notte sereni perché hanno la pistola sotto l cuscino, a mo’ di acchiappa sogni.
A niente sono servite le lacrime versate sui morti del cinema a Denver , e né quelle per i 20 bambini uccisi da un ragazzino-killer che ha usato le armi della madre.
Il problema è sempre lì, le armi da cui nessuno vorrebbe staccarsi, armi che dovrebbero essere usate solo in casi estremi, perché è fin troppo noto che in una situazione pericolosa anche l’uomo dal sangue più freddo potrebbe diventare un “grilletto facile”.
Anche chi una pistola non ce l’ha, c’è sempre un’arma: vuoi una corda o il coltello da cucina o la conoscenza di un’allergia.

Di nuovo il pentimento sovrasta il cielo americano, ma chi è causa del suo mal….  
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sabato 20 aprile 2013

hadashi de bara wo fume (recensione manga)


Calpestare le rose a piedi nudi
Sumi, è una ragazza povera, senza genitori con un fratello maggiore della peggior specie.
Eisuke fa il gigolò, pieno di debiti, scommettitore accanito e porta a casa dei piccoli orfanelli come se nulla fosse, ma che Sumi cura e vuol bene come fossero la sua famiglia.
Un giorno però, un creditore si fa avanti e minaccia di vendere i suoi fratellini,
Sumi disperata decide di vendere il suo corpo nel quartiere malfamato ma è proprio qui che la sua vita prenderà una piega... lussuosa:
incontra Souichirou, il tipico bello-ricco-arrogante che la compra e la sposa dietro ad una ragione: infatti solo in questo modo potrà usufruire del lascito del nonno.


Souichirou mette subito le mani avanti: tra loro c'è un contratto, soldi per l'apparenza, non c'è posto per l'amore.
Tipico affare a tre: Sumi prova qualcosa per Nozomu: il ricco principe dei sogni incontrato nella sua vita da povera, dolce e gentile che ricambia.
A suo marito sta più che bene, ma non sa che sarà proprio l'amore di Nozomu il vero, oscuro problema della storia.

Un manga amabile, da leggere:
1) Sumi sarà anche uno zerbino con gli occhi dolci (facilmente molestabile come quasi tutte le protagoniste degli shojo) ma questa ingenuità è perdonabile perché lei è piena di ottimi valori e una bontà d'animo che piegano anche il più scontroso dei personaggi.

2) L'autrice (Rinko Ueda) mette le cose in chiaro: l'amore non è solo buono, ma anche oscuro e malato, le varie liaison dei personaggi mostrano l'aspetto dell'amore che più si teme: la gelosia, soffocante, capace di terminare nel “o mia o di nessun altro”.

3) Mai credere all'apparenza sembra avvertire il manga: ciò che non piace non vuol dire che sia cattivo, ciò che piace molto spesso non è buono...

Begli i disegni, non troppo solitamente zuccherosi.
Personaggi buoni, con un avvincente background.
Non esente da colpi di scena, a partire dal significato sibillino del titolo.
Voto: 8 1/2






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