giovedì 8 agosto 2013

watashi ni xx shinasai (recensione)


Cosa fanno delle buone scrittrici che devono narrare una storia d'amore ma che non hanno mai provato i frutti dell'amore fisico?


Beh, si può fare finta di sapere e scrivere comunque oppure ricattare il belloccio di turno e chiedergli anzi ordinarli di fare tutto quello che volete.

È quello che deve aver pensato Yukina, in arte Yupina, scrittrice di “light novel”, novelle da cellulare (i giappo sono mitici qualunque cosa facciano )
Questa non è la tipica protagonista zuccherosa degli shojo, Yukina si presenta come una manipolatrice bastarda, che spaventa compagni e professori con quel suo sguardo freddo da dietro gli occhiali.

Emarginata, fredda, ingenua, talvolta dolce, mette al primo posto il suo racconto, ma quando le sue lettrici si lamentano che nelle sue storie non c'è amore, decide di servirsi del nuovo arrivato Shigure, bello, simpatico e diligente da fuori quanto scabroso nella realtà.
Shigure finisce nella trappola di Yukina ed è costretto ad eseguire via via dei compiti, come “toccarle le mani”, “morderla”, “trattala come una principessa”, insomma una sorta di contratto di lavoro dove non è permesso innamorarsi.
Cosa succede quando ad “aiutarla” arriva anche il suo dolce cuginetto Akira? S'innamorerà di uno dei due?

Manga per chi non vuole farsi sbattere in faccia la classica storiaccola d'amore, anche perché tutto ciò che succede a Yupina con Shigure e Akira viene scritto fedelmente nella sua novel.

Perché leggere il manga:
1) la storia si fa via via sempre più interessante con una buona caratterizzazione dei personaggi che acquistano una piacevole profondità
2) niente amori zuccherosi e cuoricini che fuoriescono dagli occhi, l'amore è studiato e analizzato non per essere sentito ma capito.
Ricorda “Hadashi de bara wo fume” dal sapore retrò e dark (da darci un'occhiata).
3) non è monotono, né pieno di quei drammoni e aut aut che si ritrovano negli shojo, anzi è comico non solo perché, per una volta, abbiamo un personaggio che muove la vicenda, invece di esserne sottomesso, ma anche perché ci ritroviamo nella testa ingenua-fredda-dolce di una manipolatrice bastarda ma che in realtà forse non è?
4) i disegni sono belli, mancano li sfondi, il disegno è più incentrato sugli sguardi e sui protagonisti che sull'ambiente.
5)buon colpi di scena

Voto: 7 1/2
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mercoledì 17 luglio 2013

È morto Accolla: che fine faranno i Simpons?


E dire che un mesetto fa dal web era arrivata la rivolta perché avevano cambiato la voce di Bart e di Marge (Liù Bosisio e Ilaria Stagni ) e del nonno, indignazione generale verso i nuovi doppiatori, adesso, di voce, cambierà anche quella di Homer, ma Accolla a differenza dei suoi colleghi non tornerà più.
I molti fan della serie che a stento avevano digerito il cambio di voci e che guardicchiavano malvolentieri le nuove puntate adesso forse non vorranno nemmeno sentire la sigla iniziale.
Come darli torto, Homer e la sua voce inconfondibile ha accompagnato molti sin dall'infanzia, c'è chi si ricorda tutte le puntate a memoria, chi si rivede le battute su Youtube, chi aspetta impaziente le nuove serie. Tutti hanno amato quell'omaccione che si gode la vita, che è sprezzante della noia, che finisce sempre nei guai, che ama la sua famiglia.

Adesso che Accolla non c'è più, non c'è più nemmeno Homer, né i suoi “mitico! e i D'oh!” e per riprendere George Lucas che parlava del suo Indy : “Homer Simpon è Homer Simpson e Tonino Accolla è Homer Simpson.
Nessun altro D'oh potrà mai essere come prima.
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domenica 7 luglio 2013

Quando mamma non c'è (Realt Time)


Su Real Time i nuovi programmi escono come funghi. “Quando mamma non c’è”, è il tipico programma trash/educativo che dice al telespettatore medio che una buona educazione è quella che plasma l’uomo e lo porta avanti nella vita.

 Due ragazzi vengono lasciati a se stessi per 4 giorni, senza cibo, acqua, con pochi soldi per la spesa, una lista di faccende domestiche da sbrigare e la loro casa zeppa di telecamere, ovviamente senza genitori, che però sono appostati nella casa a fianco e vedono cosa fanno i loro figli e soprattutto come se la cavano da soli.
Compito dei figli: fare le faccende di casa, comprare del cibo per degli ospiti a sorpresa.

3 sono le cose, nei 4 giorni, saltano subito all’occhio:
  • Non hanno mai pulito casa: molti ragazzi non hanno mai passato l’aspirapolvere sui tappeti o non sanno usare la lavatrice, anzi sono state proprio le madri a impedirglielo e a non insegnarli
  • Non sanno gestire i soldi: nessuno di loro comprende il valore del denaro: non a caso la loro spesa contiene un’enormità impressionante di dolciumi e di bibite a rischio di morire per overdose da zuccheri
  • Il primo pensiero di ogni adolescente quando i genitori sono via è: dare una festa.
    E che festa... lasciare dei ragazzini scatenarsi lascivamente da soli a casa propria può condurre i genitori a strapparsi i capelli a ciocche. A prova di svenimenti

Il programma non bacchetta i figli anzi la colpa la si addossa ai genitori, il più grande errore che i genitori fanno è quello di lasciare troppo presto troppo spazio ai figli nei campi sbagliati per questo nel programma sono in molti ad essere disperati:
permettono ai figli di avere presto la propria indipendenza quando ancora devono essere guidati e cresciuti, permettono che l’astio tra fratelli non venga risolto, li lasciano rinchiudersi per ore nelle proprie camere ( favolosa è la seconda puntata dove due sorelle hanno camere ad accesso riservato tipo hotel) di chiedere continuamente soldi, di non saper usare una lavatrice o preparare da mangiare.
Alla fine si ritrovano con dei diciassettenni che vogliono avere i diritti dei trentenni.

Sarebbe bello fare la stessa cosa con i propri figli per mettergli alla prova e vedere se gli si è insegnato a vivere civilmente ma soprattutto se godono del “buon senso”
Nella migliore delle ipotesi potreste trovare la casa intatta, nella peggiore i vostri figli potrebbero portarvi a Forum (ed è successo) per violazione di privacy.

Chi semina vento…
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venerdì 21 giugno 2013

Il DailyMirror contro Raffaele Sollecito

Il DailyMirror ce l’ha proprio con Raffaele Sollecito, l’ha definito “shameless”, senza vergogna.
In una settimana, i due travagliati protagonisti del delitto di Garlasco sono ritornati in scena, non solo perché la sentenza di assoluzione è stata annullata e nemmeno perché i due si sono incontrati a New York in una sequela di abbracci e a quanto pare con anche “un tenero bacio”.                                                             Ma perché Sollecito ha lanciato una colletta on line (Raffaele Sollecito ReTrial in Florence) per pagarsi le spese legali (avvocati, scartoffie varie) con una quota massima da raggiungere: 500.000 mila euro, mica poco e il mondo del web si è subito fatto sentire, chi canzonandolo, chi diventando “seguace” della sua presunta o meno innocenza. Perché il Daily Mirror ce l’ha con lui?                                                              Perché 500 mila euro gli dovrebbe avere benissimo in tasca, dato che il suo libro “"Honor Bound: Il mio viaggio all'inferno e ritorno con Amanda Knox" è stato pagato qualche milioncino, come quello di Amanda tra l’altro, edito solo negli Stati Uniti.                                                                                                    E allora se ha i tasca tutti quei soldi come mai tutto questo tran tran mediatico? E dire che i due giovani volevano ricominciare una nuova esistenza lontano dai riflettori, ma il problema è che c’è una vittima, c’è un movente (un gioco erotico finito male), abbiamo anche i volti del o dei colpevoli ma ci manca ancora la verità.                                                                                                                             L’ingegner Sollecito si rimetta su col morale, certo non potrà più risiedere nel Canton Ticino, ma comunque dal web si leva una piccola voce che grida “we are with you, Raffaele” . Il che è il pensiero buono e cattivo di tutti noi, giustizia compresa…






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